Il tempo passa, il dono resta

A cura di Civis

Sessantacinque anni. Un’età che, per una persona, significherebbe pensione, qualche acciacco e discussioni infinite sul meteo o sui cantieri in centro paese. Per AVIS Sarnico, invece, significa essere ancora lì. Presente. Con la stessa idea semplice nata nel 1961: donare sangue per aiutare qualcuno che nemmeno si conosce.

In tempi dove spesso si fa fatica persino a rispondere a un messaggio WhatsApp, c’è ancora chi trova il tempo per alzarsi presto la mattina, andare a donare e tornare a casa senza sentirsi un eroe. Forse è proprio questo il segreto dell’AVIS: aver fatto del gesto straordinario qualcosa di normale.

Domenica 14 giugno la sezione comunale di Sarnico celebrerà ufficialmente il suo 65° anniversario con una giornata che unirà memoria, tradizione e spirito associativo. Alle 8.45 il ritrovo nel parcheggio dell’ospedale per la registrazione dei partecipanti. Alle 9 partirà il corteo accompagnato dalla Banda Musicale di Sarnico e dai labari delle associazioni verso il cimitero, dove verrà reso omaggio ai fondatori. Poi il rientro in centro e la partecipazione alla Santa Messa delle 10.30. A chiudere, alle 12.30, il pranzo sociale al ristorante “Stazione” di Paratico.

E diciamolo: ogni festa AVIS ha sempre due anime. La prima è quella ufficiale, fatta di valori, ringraziamenti e ricordi. La seconda è quella molto italiana del «Ma quest’anno cosa c’è nel menù?». Anche su questo fronte, l’associazione non sembra intenzionata a deludere: casoncelli alla bergamasca, risotto ai funghi, noce di vitello e perfino la torta dell’AVIS. Perché la solidarietà sarà anche gratuita, ma il pranzo sociale resta una cosa tremendamente seria.

L’anniversario sarà inoltre uno dei momenti centrali di un 2026 ricco di iniziative già messe in calendario dall’associazione: dalla storica Sagra del Pesciolino Fritto di giugno alla Castagna in Festa di settembre, fino alla serata teatrale con consegna delle benemerenze e al tradizionale appuntamento natalizio.

Dietro tutto questo, però, non ci sono soltanto eventi o ricorrenze. Ci sono sessantacinque anni di persone che hanno scelto di esserci. Donatori, volontari, presidenti, autisti, segretari, collaboratori. Gente normale, che magari non finirà mai sui giornali nazionali ma che, nel proprio piccolo, ha contribuito davvero a salvare vite umane.

E forse è proprio questo il punto. In un mondo dove tutti cercano visibilità, AVIS continua ostinatamente a fare qualcosa di antico: aiutare senza fare troppo rumore.

Un racconto per immagini, volti e momenti

Servizio fotografico “Foto Vezzoli”