Testimonianza di chi la leucemia l’ha sconfitta

 

Maurizio Belometti

di Mario Dometti

«Il sangue che in tanti anni ho donato l’ho riavuto con gli interessi per poter continuare la cura contro la leucemia che mi è stata diagnosticata nel 2011. La mia vita procedeva con il solito ritmo quando è arrivata inaspettata la batosta: dalle analisi di routine, il medico dell’AVIS di Sarnico scopre che qualcosa non va. Da allora la mia vita è profondamente cambiata e non solo per gli interventi e le cure: chemio, radio, trasfusioni, pastiglie, punture ed altro. Ho fatto di tutto per restare a galla, mi sono aggrappato alla famiglia prima di tutto e agli amici. Quando il mondo sembrava essermi crollato addosso, perché la seconda chemio non aveva dato i risultati sperati, ecco il miracolo: dopo settimane di attesa, tenuto in vita da trasfusioni del sangue degli altri avisini, viene trovato un donatore compatibile per il trapianto. Da allora, piano piano ho messo all’angolo i fantasmi, ogni tanto li tiro fuori, uno alla volta, ma solo per metterli al tappeto. Ed eccoci al dunque: la vita cambia dopo un tumore, per sempre. Fortunatamente la precocità della diagnosi ha contribuito in modo determinante alla sconfitta della malattia. Ho fatto aderire ad Avis, Admo e Aido più persone che ho potuto e continuerò a farlo – conclude Maurizio –. Sono stato molto felice che a mia moglie Giovanna sia stata identificata una compatibilità di 2° livello. Se gli esami di compatibilità finale saranno a favore della donazione, avrà la fortuna di donare le sue cellule staminali emopoietiche e salvare una vita».
Nel raccontare il loro percorso Antonello e Maurizio più volte hanno sostenuto l’importanza di prevenzione e diagnosi precoce individuale e soprattutto hanno chiesto la disponibilità di donatori. Donare parte di se stessi oltre che un atto d’amore è un gesto di civiltà e segno di grande responsabilità.
«Nel corso delle visite di idoneità alla donazione e durante i controlli di routine – conferma il direttore sanitario dell’Avis di Sarnico, Giovanni Paris – a volte si riscontra una malattia infettiva, una patologia del sangue o una ca diopatia in fase ancora asintomatiche. Ne nasce quindi la necessità di accertamenti di vario tipo: visite specialist che, esami del sangue, test cardiologici, ed ulteriori approfondimenti.
Succede anche di richiedere consulenze oncologiche ed esami ecografici e radiografici. Nelle sedi Avis, prima di ogni prelievo, il medico effettua una valutazione clinica del donatore e il sangue prelevato viene sottoposto a una serie di test che permettono di riscontrare eventuali anomalie e irregolarità, spie di malfunzio- namenti di organi, apparati, malattie metaboliche o infettive.
Anche per questo motivo dunque, donare il sangue è anche uno strumento ottimale di prevenzione per la tutela della propria salute e che permette una diagnosi precoce delle malattie. Allora diventiamo tutti un po’ più egoisti, diventiamo donatori»

“Quando il mondo sembrava essermi crollato addosso, perché la seconda chemio non aveva dato i risultati sperati, ecco il miracolo…”

DONARE: UN GESTO NOBILE CHE PUò SALVARE ANCHE SE STESSI

I controlli periodici possono salvarti la vita.
Se da un lato è infatti indispensabile valutare l’idoneità delle unità di sangue raccolte, dall’altro è altrettanto importante assicurare la sicurezza a noi donatori di essere in un ottimo stato di salute. Questo significa che gli esami pre-donazione hanno una doppia valenza e servono anche a garantirci di non essere a rischio nel momento in cui doniamo.Per questo, oggi più che mai, è importante la periodicità della donazione (2/3 all’anno) che permette di avere il sangue a disposizione per chi ne ha bisogno e per noi donatori di avere un quadro sempre aggiornato e che a distanza di pochi mesi, se non si sono avuti cambiamenti o malattie particolari non subisce sensibili variazioni (fondamentale è il colloquio con il medico del Centro di Raccolta, utile a stabilire questo).