Testimonianza di un grande uomo di carattere

 

Antonello Cadei

di Mario Dometti

«La donazione del sangue è un gesto nobile, importante che può salvare una vita, anche a se stessi».  Questo  è  il  messaggio  che Antonello Cadei e Maurizio   Belometti, donatori iscritti all’Avis, ha lanciato dal palcoscenico del cinema Junior nel corso della festa degli auguri 2014.

Una testimonianza da brividi che, se per certi versi ha profondamente colpito la platea, allo stesso modo è riuscita a trasmettere un messaggio di coraggio e speranza.
Antonello, operaio magazziniere è di Viadanica, aveva al suo attivo un buon numero di donazioni. La sua vita procedeva normalmente quando è arrivata inaspettata la batosta: dalle analisi di routine, il medico del centro prelievi di Sarnico scopre che qualcosa non  va.  Si  fanno  altri  accertamenti, ma purtroppo la diagnosi è  di  quelle  che  un  medico  non vorrebbe mai dover comunicare e  il  paziente  mai  sentirsi  dire.
«Mi sono iscritto all’Avis trent’anni fa una scelta maturata dopo aver sentito  parlare  di  questo gesto  così importante verso chi soffre e farlo mi rendeva felice. A novembre del 2012 arriva la mazzata. Dalla lettura  dei consueti controlli, il medico dell’Avis ha dei sospetti e richiede quindi esami specialistici  di  approfondimento  che purtroppo confermano i dubbi: si tratta di mesotelioma pleurico, un  tumore  causato,  secondo  i  medici del lavoro, dall’amianto.
Un tu-mo-re, ogni tanto lo sillabavo per “digerirlo” meglio ma restava sempre uno scossone che stordisce e poi, al ritorno della consapevolezza, ti rimanevano incollate addosso le paure, quasi fossero una seconda pelle. Dopo l’a goscia arriva però la speranza. Grazie all’Avis e ai controlli fatti in tempo, la malattia si presentava, fortunatamente, solo all’inizio  e  quindi  curabile.  Ho sempre  donato  nel  silenzio, ma ora che non lo posso più fare, voglio testimoniare come questo grande atto d’amore mi abbia dato la possibilità di curarmi in tempo ed avere ancora negli occhi la felicità che pensavo perduta».
Una felicità purtroppo durata poco: Antonello, capogruppo di Viadanica, nel 2016 ci ha lasciato.

“A novembre del 2012 arriva la mazzata. Dalla lettura dei consueti controlli, il medico dell’Avis ha dei sospetti e richiede quindi esami specialistici di approfondimento che purtroppo confermano i dubbi: si tratta di mesotelioma pleurico”

DONARE: UN GESTO NOBILE CHE PUò SALVARE ANCHE SE STESSI

Una felicità purtroppo durata poco. Antonello Cadei, purtroppo il 29 aprile 2017 ci ha lasciato. La grave malattia che gli era stata diagnosticata e stata fatale. Lo ricorderemo come persona semplice schiva e generosa.

“Donare è il gesto più nobile che in una società
civile si possa fare”

Perché una persona così semplice, schiva e generosa suscita così tanta commozione e affetto? Lo si è capito nella serata del 13 ottobre 2018 al Centro Parrocchiale quando AVIS Basso Sebino e Unione sportiva di Viadanica hanno voluto commemorare Antonello Cadei a pochi mesi dalla sua scomparsa.

Con commozione il Dott. Paris, il Presidente dell’AVIS Falconi Serafino, il Presidente dell’Unione Sportiva Massimo Ghisi, Don Giovanni, il Sindaco Angelo Vegini e il nipote Omar hanno ricordato, se mai fosse ancora necessario, quanto una persona possa essere ricordato per quello che fa e per la lezione di vita che ha lasciato in dote: la responsabilità del capofamiglia, il coraggio, il silenzio e la dignità del soffrire, il carattere e la solidarietà.

Perché venisse ricordato, è stato fatto dono alla mamma Maria, che con coraggio ha voluto presenziare insieme ai familiari, una foto ricordo di Antonello sorridente perché possa così essere sempre nei nostri pensieri.

Con i giovani atleti della U.S. l’AVIS ha gettato le basi per un sodalizio AVIS – SPORT perché, come ha fatto Antonello, ci possa essere la sana competizione sportiva e la generosità del donare.

Tra 106 donatori, simpatizzanti e amici di Viadanica si è voluto raccogliere l’eredità di Antonello indicando come nuovo rappresentante AVIS del paese non uno, ma ben tre avisini: Maurizio Belometti come testimonial di quanto sia importante donare per ricevere, Loretta Paris e Bruna Celestini ai quali facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.