Sarnico
È quasi una legge non scritta: quando Avis Sarnico porta in piazza la sua “Castagna in festa”, significa che l’autunno è davvero alle porte. Poco importa se l’estate, con gli ultimi colpi di coda: a sancire il cambio di stagione ci pensano le caldarroste fumanti e l’allegria che da sempre accompagnano questo appuntamento.
Dal 26 al 28 settembre 2025, piazza XX Settembre ha ospitato la manifestazione che ormai è diventata un classico tra le prime in provincia – e forse anche in Italia – ad aprire la stagione delle castagnate.
Sotto la tensostruttura coperta, che garantirà lo svolgimento anche in caso di pioggia, si potrà gustare non solo il frutto simbolo dell’autunno, ma anche un menù ricco di sapori locali: sardine di Montisola alla griglia con polenta, salamelle arrostite, formaggi tipici, patatine fritte e l’immancabile vin brûlé. Un’occasione per mangiare in compagnia e, perché no, anche per solidarizzare con Avis: gusto e altruismo non sono mai stati così vicini.
La festa inizierà venerdì 26 settembre alle 19, per proseguire sabato 27 e domenica 28 dalle 11 con cucina e griglie sempre accese.
Accanto al momento conviviale, resta forte la missione che muove l’associazione: diffondere la cultura del dono. Per questo sarà attivo un infopoint Avis, a disposizione di chi desidera avere tutte le spiegazioni necessarie per aderire all’associazione e diventare donatore di sangue.
«La presenza di circa ottanta volontari – sottolinea il presidente Livio Tallarini – è un segno importante di impegno e generosità. A loro e a coloro che durante l’anno collaborano in vari modi, va il nostro sincero grazie, così come a tutta la comunità che ogni anno partecipa con entusiasmo e sostiene Avis. Senza questo spirito condiviso, “Castagna in festa” non potrebbe esistere».
La “Castagnata” è dunque non solo una festa popolare e un’occasione di incontro per la comunità, ma anche un modo per sostenere l’attività dell’Avis, con particolare attenzione alle iniziative promozionali nelle scuole, dove il valore del dono viene trasmesso alle nuove generazioni.
Mario Dometti